Zincatura meccanica: cos’è e come si effettua

La zincatura meccanica, detta anche sherardizzazione, è un procedimento molto utilizzato in vari settori industriali, soprattutto nella realizzazione di piccoli pezzi da assemblaggio, come viti, chiodi e rondelle.

A differenza dei processi elettrolitici, la zincatura meccanica avviene, appunto, attraverso un procedimento meccanico che permette di “rivestire” i pezzi di una patina di zinco, che li rende anticorrosivi e resistenti all’infragilimento da idrogeno.  Scopriamo insieme nei dettagli come avviene il processo di zincatura meccanica.

Zincatura meccanica: come avviene 

Gli oggetti da zincare, che come dicevamo sono in generale piccoli pezzi da assemblaggio, vengono sottoposti a rotazione all’interno di un cilindro girevole riscaldato ad altissime temperature.

La macchina per la zincatura si presenta in sostanza come una sorta di betoniera, la cui temperatura interna oscilla tra i 320 e i 400 gradi, all’interno della quale vengono inserite sostanze come la polvere di zinco, in una percentuale variabile tra il 20% e il 25%, e un coadiuvante, come la sabbia bianca che permette di ottenere, appunto, l’effetto zincato.

Ruotando all’interno di questo cilindro, grazie al movimento rotatorio e alle alte temperature, gli oggetti acquisiscono un rivestimento anticorrosivo grazie alla diffusione termica dello zinco.

I prodotti sottoposti a zincatura meccanica possono in seguito essere trattati anche con fosfato di zinco, in modo da ottenere una superficie pulita.

È importante sapere che esistono 3 classi di zincatura meccanica, che variano a seconda dello spessore del rivestimento di zinco, quindi della resistenza alla corrosione della zincatura, e che può variare dai 5-10 micrometri della prima classe, ai 10-30 micrometri della seconda, agli oltre 30 micrometri della terza classe.

Lavorazioni Cnc alluminio: i vantaggi di questa scelta

Le lavorazioni Cnc per alluminio sono sempre più richieste ed utilizzate nella grande industria, in svariati settori: questo perché l’utilizzo di macchine Cnc, cioè a controllo numerico computerizzato, garantisce una serie di vantaggi di non poco conto.

Vediamo insieme quali sono e perché conviene scegliere ed utilizzare macchine a controllo numerico per le lavorazioni dell’alluminio (e non solo).

Una macchina Cnc è uno strumento meccanico il cui motore è controllato da un computer, che a sua volta è in grado di “leggere” un progetto in 2D o 3D di un oggetto e trasformarlo in una serie di comandi da dare alla macchina per fare in modo che quell’oggetto venga realizzato.

Le macchine Cnc permettono di lavorare praticamente qualunque tipo di materiale, dal legno al ferro, dalla plastica ai metalli leggeri, con un estremo grado di precisione.

Ecco i principali vantaggi di questa scelta:

  • Estrema precisione e fedeltà al modello. L’automatizzazione computerizzata del processo rende le lavorazioni Cnc ad altissima precisione, fino a 1 micron. Questo garantisce totale aderenza al progetto originario e al prototipo e evita problemi in fase di assemblaggio, perché i pezzi realizzati grazie a una lavorazione Cnc sono praticamente perfetti.
  • Rapidità nella lavorazione. Grazie alla computerizzazione del processo, il lavoro umano è ridotto al minimo. È richiesta soltanto la presenza di un tecnico in grado di programmare il lavoro della macchina Cnc, di controllare passo dopo passo che non ci siano imprevisti, e, in tale eventualità, di intervenire manualmente per correggere la lavorazione. Questo aspetto rende le lavorazioni Cnc molto rapide: è possibile forgiare un gan numero di pezzi in pochissimi giorni.

Tornitura teflon: ecco come si effettua

Il teflon è un materiale attualmente molto impiegato, vista la sua resistenza, per diversi scopi: non soltanto il tradizionale rivestimento per padelle e pentole antiaderenti, che tutti conosciamo, ma anche per realizzare guarnizioni, filtri, valvole e altri tipi di protezioni che devono essere anticorrosive e antiadesive.

Chimicamente il teflon è un polimero che si chiama politertrafluoroetilene, formato da carbonio e fluoro, e si presenta come una polvere bianca, inodore, talmente leggera da galleggiare sull’acqua, insolubile anche ai solventi chimici. Lavorare il teflon sia al tornio sia alla fresatrice non è molto difficile, ma bisogna usare degli accorgimenti specifici per evitare di danneggiare il materiale e commettere degli errori nella lavorazione che possono compremetterne l’esito finale.

Vediamo insieme come realizzare la fresatura e la tornitura del teflon correttamente e senza rischi.

Fresatura teflon

Per lavorare bene il teflon alla fresatrice è importante avere degli utensili di lavoro che siano molto affilati: alla fresa si può utilizzare qualunque velocità, perché il teflon è un materiale resistente alle alte temperature, non infiammabile e che non conduce elettricità. Per la rifinitura è meglio non usare velocità eccessive perché, benché resistente, il teflon è leggermente comprimibile, quindi una forza eccessiva potrebbe andare a “pesare” sul pezzo modificandone la forma.

Tornitura teflon

Al tornio vale lo stesso discorso: così come per la fresa, anche nel caso tornio gli utensili devono essere molto affilati e avere la spoglia positiva. Attenzione però ai trucioli, che essendo resistentissimi rischiano di diventare pericolosi perché potrebbero bloccare il tornio o attaccarsi alle mani: per eliminarli conviene quindi fermare il tornio ed eseguire l’operazione in sicurezza.

Carbonitrurazione e carbocementazione: le differenze

Carbonitrurazione e carbocementazione sono due trattamenti molto utilizzati per indurire, temprare e rendere maggiormente resistenti pezzi e componenti in acciaio di alta precisione, per garantire massima resistenza all’usura in fase di assemblaggio e di successivo utilizzo.

Tuttavia esistono delle differenze tra i due tipi di processi, differenze che rendono il trattamento di carbonitrurazione preferibile, nella maggior parte dei casi, a quello di carbocementazione.

Differenze tra carbonitrurazione e carbocementazione

Come abbiamo detto, si tratta di due trattamenti molto simili, che però presentano delle differenze sostanziali che rendono il primo trattamento, quello di carbonitrurazione, attuabile su un maggior numero di acciai, anche scarsamente legati, e addirittura sul ferro.

La prima differenza riguarda la temperatura a cui viene effettuato il trattamento: la carbonitrurazione avviene ad una temperatura leggermente più bassa.

La seconda differenza riguarda le caratteristiche e le componenti del gas con cui l’acciaio viene irrorato durante il riscaldamento: nel caso della carbocementazione si tratta di un endogas a cui vengono aggiunti metano e propano in proporzioni variabili; nel caso della carbonitrurazione invece al gas viene aggiunta una percentuale di ammoniaca che rilascia azoto. Questo permette di evitare la deformazione che generalmente deriva dall’esposizione dell’acciaio ad alte temperature, e che si verifica invece in seguito al trattamento di carbocementazione, che infatti richiede una successiva fase di rettifica per ridare alla componente la sua forma originaria. Per questo motivo la carbonitrurazione può essere effettuata anche su componenti di piccole dimensioni.

La terza differenza riguarda la profondità di indurimento: nel caso della carbocementazione la profondità è maggiore, mentre con la carbonitrurazione si può ottenere uno spessore di indurimento di massimo 0,50 – 0,80 millimetri.

Tornitore CNC: chi è e cosa fa nella torneria meccanica

Il tornitore è l’operaio addetto alla torneria meccanica: in sostanza si occupa delle lavorazioni realizzate con questa macchina utensile usata molto frequentemente dal settore industriale. La tornitura è un processo di produzione che si applica ad un pezzo che ruota su sè stesso, asportandone il materiale in eccesso. Lo scalpello, ovvero l’utensile che effettua le lavorazioni, non ha invece alcun moto rotatorio.

Esistono quattro tipologie di tornio: a comando manuale, semiautomatico, automatico e a controllo numerico computerizzato. Quello che ci interessa è proprio quest’ultimo: con esso il tornitore potrà effettuare lavorazioni CNC. L’operatore in questo caso deve inserire all’interno del macchinario le istruzioni della scheda tecnica che gli viene fiornita, deve caricare il materiale e curare l’impostazione iniziale degli utensili.

Ma non solo: il tornitore CNC fa partire la lavorazione, supervisiona il processo e deve intervenire se esso richiede modifiche, perfezionamenti o ricollocazioni del materiale. Una volta terminato tutto, l’operaio rimuove il pezzo e lo rifinisce eliminando gli scarti. Alla fine della prima lavorazione il tornitore controlla la qualità del pezzo e lo consegna poi per la successiva fase, riportando eventuali difetti riscontrati.

Tornitore CNC: ecco tutte le sue mansioni

La lavorazione CNC impone importanti responsabilità da parte del tornitore, che deve assicurarsi in prima battuta di caricare il programma nella macchina a controllo numerico, successivamente di predisporre le impostazioni iniziali della macchina utensile e poi di inserire il materiale di lavorazione.

Fatto questo, deve supervisionare le lavorazioni svolte dal macchinario, intervenire in caso di malfunzionamenti, guasti e lavorazioni errate, rifinire il prodotto lavorato e fare un controllo qualità, infine mantenere operativi i macchinari CNC con piccoli interventi di manutenzione.

Trattamenti termici: cosa sono e possibili utilizzi

I trattamenti termici sono operazioni che permettono di sottoporre determinati materiali a uno o più cicli termici sotto la temperatura di fusione. In questo modo vengono modificate le proprietà meccaniche e tecnologiche di queste leghe agendo sulla loro struttura.

Prendiamo ad esempio l’acciaio: per aumentarne la durezza lo si porta ad alte temperature e poi lo si raffredda in acqua velocemente (al contrario, per far si che diventi più dolce e lavorabile, bisognerà compiere la stessa operazione ma molto lentamente). Quindi, in sintesi, riscaldamento e raffreddamento sono le operazioni dei trattamenti termici.

La durezza è solo una delle proprietà modificabili con i trattamenti termici, visto che possono essere oggetto di lavorazioni di questo tipo anche la resistenza delle sollecitazioni, la tenacità, la lavorabilità all’utensile e la malleabilità. Ma quali sono i principali trattamenti termici a cui possono essere sottoposti i materiali?

Trattamenti termici: tipologie e fasi

Se stai cercando un’azienda che si occupi di tempra induzione a Verona o carbonitrurazione a Verona, sei nel posto giusto! T.M.G Srl si occupa anche di questo, oltre che di trattamenti galvanici termici a Verona. Sono tre tipologie di trattamenti, ma non le uniche: le leghe possono essere sottoposte anche a rinvenimento, bonifica, ricottura, normalizzazione, cementazione e cianurazione.

Le fasi fondamentali delle lavorazioni termiche sono tre: la prima è la fase di riscaldo, poi quella a permanenza a temperatura di regime e infine la fase di raffreddamento. La durata consiste in altrettanti periodi: il tempo di riscaldo, la permanenza a temperatura costante e il tempo di raffreddamento.

Lavorazioni CNC alluminio: cosa sono e come avvengono

La fresatrice CNC è un apposito macchinario che al suo interno ha un centro di controllo computerizzato in grado di garantire lavorazioni meccaniche di precisione. Grazie alla fresatura si possono modellare forme piane o complesse di pezzi di materiali: si tratta di una lavorazione CNC che può essere effettuata su diversi materiali.

Uno di questi è l’alluminio, ma prima di vedere come avvengono le sue lavorazioni CNC è cosa buona e giusta specificare come si struttura il processo di fresatura. In sostanza abbiamo una rotazione di un utensile tagliente montato su un mandrino, insieme alla contemporanea movimentazione degli assi motorizzati. Ovviamente le aziende qualificate conoscono le frese da utilizzare a seconda di quale materiale bisogna modellare. E ora andiamo a vedere come avviene la lavorazione CNC alluminio.

Lavorazioni CNC alluminio: linee guida

Quando parliamo di alluminio ci riferiamo a diversi materiali: non solo l’alluminio in senso stretto, ma anche leghe a base di rame, zinco e magnesio. Detto questo, si tratta di prodotti la cui lavorabilità varia seconda della quantità di silicio contenuto al loro interno. La percentuale più frequente è inferiore al 13%.

Se si lavora questo tipo di alluminio bisogna tenere in considerazione che i taglienti di riporto e incollamento possono causare bave e problemi di finitura superficiale. Il truciolo poi va formato ed evacuato nella maniera corretta, così da evitare segni di graffiature sulla superficie.

È consigliabile utilizzare il fluido da taglio per evitare l’incollamento sui taglienti dell’inserto. Ciò serve anche a migliorare la finitura superficiale. Un altro aspetto che riteniamo importante è la velocità di taglio: è bene sceglierla maggiore, così da migliorare le prestazioni del tagliente. Infine, bisogna stare attenti che i giri al minuti massimo della fresa non vengano mai superati.

Lavorazioni meccaniche di fresatura: cosa sono e utilizzi

Le lavorazioni meccaniche di fresatura sono quelle effettuate tramite un particolare strumento, ovvero la fresa. Si tratta di uno strumento costituito da diversi elementi: un basamento, ovvero la tavola, dove viene fissato il pezzo da fresare, un montante (in cui è presente il mandrino, azionato da un motore elettrico). Il moto rotatorio che ne consegue serve per asportare il truciolo.

Attraverso l’utilizzo della fresa si possono ottenere una vasta gamma di superfici: essa è perfetta per la produzione di componenti meccanici, che si svolge in più passaggi. Tra questi non possiamo non citare la sgrossatura e la finitura: con la prima si asporta in maniera veloce ed economica una grande quantità di materiale, mentre con la seconda si ottiene un prodotto conforme al progetto per dimensioni e rugosità delle superfici.

Esistono due tipi di fresatrici: quelle orizzontali e quelle verticali. Le prime hanno il mandrino montato orizzontalmente, mentre le seconde hanno la fresa orientata verticalmente. Grazie a questo utensile si possono realizzare pezzi con standard di precisione elevatissimi, come vediamo qui di seguito.

Lavorazioni meccaniche di precisione: la fresa è perfetta

Anche la fresa può essere settata come macchina a controllo numerico: si tratta di una tecnologia elettronico/informatica che permette alla macchina di effettuare lavorazioni quasi in totale autonomia, con degli standard di precisione e ripetibilità molto alti. Imprescindibile però la presenza di un operatore, che inserisce le istruzioni nel computer che controlla la macchina: esse definiscono la geometria del pezzo e il percorso dell’utensile.

La macchina poi lavora in autonomia e l’operatore interviene solo in caso di guasti o malfunzionamenti: in poche parole controlla il corretto andamento del lavoro. Ne fuoriescono lavorazioni con la precisione di un micron.

Lavorazioni meccaniche conto terzi: cosa sono e come funzionano

Le lavorazioni meccaniche conto terzi sono realizzate da aziende che si occupano di fornire un prodotto finito su richiesta: nella maggior parte dei casi si tratta di lavorazioni meccaniche di precisione ad hoc per alcuni settori, come quello navale, automotive, ricambistica e laminazione (solo per citarne alcuni).

Alcune di queste ditte possono anche occuparsi di produzioni di componenti meccanici in serie limitata, oltre che di impianti meccanici o parti degli stessi. Tutto questo è possibile grazie all’utilizzo di macchinari sempre più precisi (per la tornitura dei metalli e di materiali ferrosi in primo luogo) e di personale qualificato. Le aziende garantiscono poi anche un supporto a 360 gradi per quanto riguarda le varie fasi del lavoro: si parte da un campione e si arriva al prodotto finito, ma nel mezzo c’è un progetto e altri aspetti, come ad esempio quello della consulenza.

Ma quali sono le varie tipologie di lavorazioni meccaniche conto terzi?

Lavorazioni meccaniche conto terzi: tipologie

Possiamo averne di diverse: tornitura, alesatura, lavorazioni meccaniche di fresatura, programmazione CAD-CAM, montaggio e molte altre. Le lavorazioni meccaniche conto terzi riguardano anche la tornitura meccanica, quella di precisione, lavorazioni di carpenteria e – tecnologia molto importante – tutte quelle che si realizzano con macchine a controllo numerico. Queste ultime sono particolarmente indicate per la realizzazione di prodotti in serie che richiedono precisione e tempestività.

Importanti dire anche che questa tipologia di lavorazioni sfruttano al meglio la succitata tecnologia CAD-CAM, che trasmette alle macchine utensili tutto ciò che riguarda la rifinitura e precisione. Si occupano però anche di montaggio e assemblaggio.

Tornio CNC: cos’è e come funziona

Il tornio CNC (ovvero Computer Numerican Control) è attualmente l’evoluzione più alta del macchinario nella sua versione base. Fa tutto ciò che fa quest’ultima, però la sua lavorazione avviene in un totale automatismo controllato da un computer interno. In sostanza i parametri del pezzo desiderato vengono inseriti in un programma e le varie componenti della macchina si muovono comandati dal computer.

Al computer stesso arrivano poi dei segnali provenienti da vari laser posti in punti essenziali: in questo modo riesce a tenere d’occhio in maniera costante il buon andamento del lavoro. I laser sensori potrebbero registrare che il pezzo non rientra più nelle dimensioni impostate: in questo caso il sistema corregge tutto subito. Si tratta dunque, come si può intuire, di lavorazioni meccaniche di precisione assoluta, che rasenta la perfezione, con l’operatore che controlla i dati forniti dal computer e i prodotti finiti.

Esistono diverse tipologie di torni CNC: di seguito andiamo a vedere quelli automatici e a ripresa.

Torni automatici CNC Verona

Grazie ad una serie di meccanismi complessi, ogni operazione – anche il bloccaggio dei pezzi sul madrino – avviene in modo automatico. Grazie ad esempio ai torni automatici a camme da barra si può produrre in grandi serie di pezzi uguali tra di loro. In genere si tratta di elementi di dimensioni medio-piccole, ricavari da barre metalicche (viti, boccole, perni, dadi, anelli ecc.).

Torni CNC da ripresa Verona

Si tratta di un’altra particolare tipologia di lavorazione con il tornio: qui il pezzo in lavorazione, dopo un primo piazzamento per una serie di lavorazioni, viene rimosso e successivamente riposizionato nella morsa, così da effettuare una seconda serie di lavorazioni (la ripresa). In sostanza si parte da un semilavorato da cui può essere realizzato un prodotto particolare, attraverso uno o più posizionamenti sulla morsa. Così facendo si possono realizzare tutte le lavorazioni necessarie per portare a compimento il particolare meccanico.